"Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo."  Albert Einstein 
   
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RITENUTE D’IMPOSTA: ALCUNI CHIARIMENTI

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Secondo l’art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, gli enti e le società indicati nell'articolo 87, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le società e associazioni indicate nell'articolo 5 del predetto testo unico e le persone fisiche che esercitano imprese commerciali, ai sensi dell'articolo 51 del citato testo unico, o imprese agricole, le persone fisiche che esercitano arti e professioni, il curatore fallimentare, il commissario liquidatore nonché il condominio quale sostituto d'imposta, i quali corrispondono somme e valori di cui all'articolo 48 dello stesso testo unico, devono operare all'atto del pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa…

I soggetti indicati nel comma 1 devono effettuare, entro il 28 febbraio dell’anno successivo e, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, alla data di cessazione, il conguaglio tra le ritenute operate sulle somme e i valori di cui alle lettere a) e b) del comma 2, e l’imposta dovuta sull’ammontare complessivo degli emolumenti stessi, tenendo conto delle detrazioni eventualmente spettanti a norma degli articoli 12 e 13, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e delle detrazioni eventualmente spettanti a norma dell’articolo 15 dello stesso testo unico, e successive modificazioni, per oneri a fronte dei quali il datore di lavoro ha effettuato trattenute, nonché, limitatamente agli oneri di cui al comma 1, lettere c) e f), dello stesso articolo, per erogazioni in conformità a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali.

La detrazione è subordinata alla presentazione, soprattutto in sede di controllo, di un atto che certifichi l’effettivo trattenimento della ritenuta da parte del sostituto ed il suo successivo versamento.

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Infortuni sul lavoro: la responsabilità rimane in capo al datore di lavoro

Il datore di lavoro, in caso di violazione delle norme poste a tutela dell'integrità fisica del lavoratore, è interamente responsabile dell'infortunio che ne sia conseguito e non può invocare il concorso di colpa del danneggiato, avendo egli il dovere di proteggere l'incolumità di quest'ultimo nonostante la sua imprudenza o negligenza (cfr. Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 04.02.2013 n° 2512).

La responsabilità del datore di lavoro in ordine all'infortunio subito dal lavoratore non può essere esclusa per il semplice fatto che sia emersa la negligenza, la imprudenza o l'imperizia dell'infortunato, dovendo invece accertarsi se un tale comportamento del lavoratore sarebbe rimasto privo di rilevanza causale ove le norme di sicurezza suddette fossero state rispettate e se sussista, quindi, un nesso di causalità necessaria tra la violazione di esse e l'evento dannoso (cfr. Cassazione Lavoro sentenza n. 9199/2012).

Anche nel caso in cui l’infortunio sia procurato dalla condotta maldestra, inavvertita, scoordinata e confusionale da parte del lavoratore dovuta ad uno stato di ebbrezza alcolica, rimane responsabile il datore di lavoro sul quale è posto l’obbligo prevenzionistico (cfr. Cassazione Penale Sezione IV - Sentenza n. 36272 del 20 settembre 2012).

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CHI ASSUME LAVORATORI EXTRACOMUNITARI SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO NON È PENALMENTE RESPONSABILE

Il comma 10 dell’art. 22 del D. Lgs. N. 286 del 25/07/1998 recita testualmente “ Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto, revocato o annullato, è punito con l'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da lire due milioni a lire sei milioni”.

In applicazione di tale norma la Cassazione in Sezione penale con sentenze successive fino alla n. 19501 del 21/05/2012 ha confermato la pena dell’arresto e/o l’ammenda al datore di lavoro che occupi alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno a fini lavorativi, affermando peraltro (cfr. sentenza 11/03/2011 n. 9882) che “l’errore, anche se colposo, del datore di lavoro circa la regolarità della presenza del lavoratore sul territorio italiano rileva ai fini dell'esclusione del delitto di assunzione di stranieri privi del permesso di soggiorno, atteso che il D.L. n. 92 del 2008 ha trasformato tale reato da colposo in doloso. La Corte ha, inoltre, precisato che “il principio, ai sensi dell'art. 2, comma secondo, cod. pen., deve considerarsi valido anche in riferimento ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della menzionata modifica legislativa”.

Tale è stato l’orientamento della Cassazione fino alla sentenza 21/05/2012 n. 19201.

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LA SICUREZZA SUL LAVORO COMINCIA DALLA PROGETTAZIONE DEI LUOGHI

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Prendiamo a prestito dal Devoto-Oli la definizione del termine “Sicurezza”:

“ condizione oggettiva esente da pericoli, o garantita contro eventuali pericoli”.

Pertanto, per raggiungere tale obiettivo durante ogni processo operativo lo svolgimento delle attività dovrebbe avvenire garantendo l’assenza di qualsiasi evenienza spiacevole e/o danno che possano occorrere a persone, all’ambiente, ed ai luoghi dove  tali operazioni si svolgono, e quindi dovranno essere preventivamente adottate tutte le possibili cautele e precauzioni, effettuando controlli step-by-step in ogni fase operativa del procedimento.

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abolizione reintegro "automatico" : novità legge Fornero

Come è noto, la disciplina del licenziamento sinora regolata dal famoso articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ha di recente subito una profonda trasformazione.

In particolare, la norma più contestata riguarda l’abolizione del reintegro” automatico”. Le nuove norme sul reintegro si applicano alle aziende con più di 15 dipendenti, con la novità della sostituzione, in alcuni casi, in luogo del medesimo reintegro con un semplice risarcimento economico.

Per meglio comprendere le modifiche intervenute in tal senso dalla Legge Monti-Fornero è opportuno analizzare la normativa precedente, al fine di cogliere le importanti differenze.

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